Le tante donne di Napoleone

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Napoleone con gli abiti dell'incoronazione in un ritratto di François Gérard del 1805.

 

«Non ho bevuto neppure una tazza di tè, senza maledire l’ambizione che mi tiene lontano dall’anima della mia vita». Oggi, tante mogli di uomini distratti e ambiziosi vorrebbero sentirsi dedicare simili parole d’amore… Soprattutto se a scriverle fu Napoleone alla sua Giuseppina, nel mezzo della Campagna d’Italia. Dietro un grande uomo c’è spesso una grande donna? Fra amori e famiglia, ad averne più d’una fu Bonaparte… o “Nabulio”, soprannome scelto da sua madre. Quanto a lei, Stendhal dirà: «Poche esistenze sono state così esenti dall’ipocrisia e, secondo me, così nobili come quella di Madame Letizia Bonaparte». Con un tocco di edipico affetto, a Sant’Elena Napoleone rimpiangerà di non aver trovato una sposa uguale a lei, madre «degna di ogni genere di venerazione… Era una testa di uomo su un corpo di donna».

L’oculatezza di Letizia permise a ogni figlio di ricevere una buona educazione; secondo di otto eredi in un contesto famigliare nobile, ma economicamente precario, nell’infanzia Napoleone preferirà parlare italiano. Approda in Francia in un collegio militare a spese della monarchia. E il resto è storia, senza soffermarsi troppo sui fatti militari che lo resero un mito. Ma alzando il velo su questo genio politico, le “sue” donne arsero in un falò di potere e vanità. Dove Letizia non rinunciò mai a dire la sua. Vedendola allarmata dalla reputazione della futura moglie Giuseppina, Napoleone non la informò subito del loro matrimonio. A una lettera con cui la nuora cercò di ammorbidirla, la madre rispose: «Non aggiunge niente all’idea che mi ero fatta di voi». Infastidita all’idea che questa maliarda venisse proclamata imperatrice insieme al figlio, si presenta a Parigi due settimane dopo l’incoronazione. In seguito la sua passione per l’occulto la porterà a consultare veggenti e cartomanti sulle sorti di Nabulio, sperperando denaro: «Tutti mi chiamavano la madre più felice dell’universo, mentre la mia vita non era che una serie di dolori e martiri».

Affari di famiglia (imperiale)

Ogni donna, nella vita di Napoleone, rappresentò un archetipo di femminilità. Quella che spesso apparve quasi una forma di misoginia, spesso fu solo timidezza. Odiava la confusione rivoluzionaria, doveva vincere sul caos, ma negli affetti si rivelò più permissivo. Le sue sorelle ne furono la prova. Ciascuna lo amò (e usò) per i propri scopi.

La favorita e bellissima Paolina «riuniva in sé tutte le doti della perfezione fisica e, al contempo, tutto ciò che di bizzarro esisteva in termini di qualità morali», scrisse il poeta Arnault. La sua avvenenza non tardò a diventare croce e delizia del fratello, che la nominò «Nostra signora dei fronzoli» e le scelse così il primo marito, un bel generale detto “il Bonaparte biondo”. Nella sua rutilante vita mondana tutto girava intorno ad abiti e gioielli: edonista fino alla fine, nascondeva un’indole buona e generosa. Trasferitasi alle Antille con il marito, lo curò prima che morisse in un’epidemia di febbre gialla; rientrò in patria con un servo di colore che, ogni mattina, la trasportava in braccio no alla vasca da bagno.

L’unione con il Principe Camillo Borghese fu anch’essa caldeggiata dal fratello, che la spedì a Roma con una dote di 500mila franchi (e altri 300mila in diamanti). Il suo atteggiamento viziato scandalizzò la città: nelle lettere alla sorella Napoleone fu severo, ma al Principe fece sapere che “a Parigi le donne vivono in modo diverso”. Da imperatore allontanerà Camillo con viaggi in mezza Europa, perché Paolina potesse continuare a vivere nella sua libertà. E quando la situazione per Nabulio peggiorò, lei mise in vendita molti gioielli per poterlo aiutare.

Meno avvenente fu Elisa, dal fisico androgino e che, colta dal terrore di restar zitella, sposò un banale partito, Felice Baciocchi, contro il volere del fratello (ma con materna complicità). Attivissima a Parigi come promotrice del mondo culturale, dopo l’incoronazione Elisa riceve il principato di Lucca: fonda istituti per l’educazione delle ragazze, costruisce strade, lancia i bagni di Lucca e si prodiga perché i marmi di Carrara conquistino fama internazionale. Come? Facendo realizzare busti e sculture di tutta la famiglia. Nella moda e nelle arti lancia anche quello stile “Impero” ripreso persino nelle collezioni più contemporanee. Un’abilità nel marketing pari a quella con cui Napoleone riporta in auge le ceramiche di Sèvres e promuove i suoi simboli: la lettera “N”, le api, i ricami… Capisce che la sostanza non può prescindere dalla forma, creando un’etichetta impeccabile. E uno stile che ancora oggi è di grande ispirazione.

L’imperatore ripose estrema fiducia anche in Carolina, sorella ambiziosa, sposa di Gioacchino Murat. In assenza di Murat, Carolina ottenne la reggenza come regina di Napoli; si dedicò al restauro di
palazzi e alla manutenzione di Ercolano e Pompei, promuovendo persino il corallo di Torre del Greco. «C’è più energia nel suo dito mignolo che in tutto il marito» sentenziò Bonaparte, senza sapere che più tardi lei lo avrebbe tradito.  

Joséphine de Beauharnais fu il grande amore di Napoleone, ma probabilmente non meritò mai quel sentimento. Intrigante nei modi e nell’aspetto, la sua infanzia in Martinica le lasciò il fascino della creola. La ghigliottina le ruba il primo marito dal quale, in realtà, si era già faticosamente separata; da quel momento milita fra i ranghi delle Merveilleuses, donne bellissime vestite da veli trasparenti che nel Direttorio fecero faville. Amante del potente Barras, sarà quest’ultimo a mettere in guardia Napoleone: ancora timido con le donne, la sua fama militare è alle stelle; si lascia irretire e la sposa in fretta e furia, donandole un anello che porta inciso “Al destino”. Partito per l’Italia, Giuseppina lo tradirà. Lui manda missive infuocate, lei risponde a stento. E quando minaccia di lasciare l’esercito per raggiungerla in Francia, il Direttorio le intima di partire subito per evitare il disastro: lei lo farà, portando con sé persino il capitano degli ussari Hippolyte Charles, suo amante di nove anni più giovane (e due affaristi per trafficare armi!).

«Sono disgustato dalla natura umana. Le grandezze, i successi mi annoiano… La gloria è insipida. A ventinove anni, ho esaurito tutto, non mi resta che divenire davvero egoista» sentenzierà Napoleone, che inizia a consolarsi con diverse donne mentre Giuseppina coltiva gli spazi della Malmaison, castelletto al cui parco si dedicherà con piante e animali rari (nel suo roseto venne isolata la prima Rosa Tea). Non riuscirà mai a dargli un figlio: la ormai “attempata” e trentacinquenne Joséphine si sottopose persino a cure termali a Plombières-les-Bains, le cui acque erano al tempo note per rendere più fertili molte donne. Fu tutto vano: per questo Napoleone chiederà il divorzio.

Le vicende si susseguono. Dalla romantica storia d’amore con la polacca Maria Walewska arriva un figlio che però non riconosce, Alexandre: nasce due mesi dopo il matrimonio “politico” di Bona- parte con Maria Luisa d’Austria, che la Walewska scoprirà dai giornali. Da Maria Luisa ebbe il tanto atteso erede, Napoleone Francesco Carlo Giuseppe, re di Roma. La madre lo trattò sempre con freddezza, mentre Nabulio se ne occupava appena poteva: «Ho il cuore di una madre» confesserà più avanti.

Esule all’Elba, la sua “sposa polacca” fu l’unica a raggiungerlo con Alexandre, ma i loro giorni erano contati. Quando venne sconfitto a Waterloo, Maria Luisa ne fu felice: non rispondeva da oltre un anno alle lettere del marito. A Sant’Elena porterà una miniatura del piccolo “re di Roma”, di Paolina e una della Walewska: con lei sarebbe potuto restare all’Elba, per vivere finalmente una vita famigliare quasi normale. Lei lo amò per l’uomo che era, fu una vera eroina romantica: ma l’ambizione, ancora una volta, in lui fu troppo forte.

Ispirato dal libro “Al cuore dell’Impero. Napoleone e le sue donne fra sentimento e potere” di Alessandra Necci (Marsilio).
pubblicato su io donna
letizia ramolino madre napoleone
Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone.
giuseppina-bonaparte-regina-italia
Joséphine de Beauharnais, grande amore di Napoleone.

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