Gli astri di Evangeline Adams

APERTURA

Appassionati di zodiaco o semplici curiosi… non date per scontata la facilità con cui oggi l’oroscopo si svela nei giornali, o in consulti con astrologi esperti: come sempre, qualcuno da ringraziare c’è. Soprattutto una donna che in America, a inizio Novecento, contribuì a mettere questo mondo alla portata di tutti; battendosi perché l’astrologia venisse considerata più una scienza, che un escamotage da semplici indovini.
Era il 1914 quando Evangeline Adams fu accusata per l’utilizzo di un’arte disdicevole, la cartomanzia: lei, astrologa ormai nota sulla scena newyorkese, dal suo studio nella Carnegie Hall scelse di portare quella causa in tribunale. Fu proprio in quel processo che il giudice John Freschi si pronunciò, dando all’astrologia “la dignità di una scienza esatta”.

Scritto nelle stelle

Evangeline nasce l’8 febbraio 1859 a Jersey City; da giovane di buona famiglia viene educata in un centro accademico teologico. Qui incontra il dottor J. Herbert Smith, allora professore di Materia Medica alla Boston University profondamente legato all’astrologia, pratica al tempo ancora non accetta fra le scienze legali. Decifrato il suo tema natale, Smith ne individuò subito le indubbie capacità… et voilà, Evangeline divenne sua allieva, imparando presto a dar voce al silente moto degli astri (a onor di cronaca: pare che il Dottor Smith venne purtroppo arrestato per frode e, in carcere, morì impiccato).

Dopo aver aperto uno studio a Boston la Adams approda finalmente a New York nel 1899, facendo subito scalpore. Ospite del Windsor Hotel, comunicò al proprietario i suoi dubbi su una catastrofe imminente: in pochi giorni, l’hotel andò a fuoco.
Intorno al volgere del secolo, come scrisse poi Evangeline nella sua autobiografia, l’astrologia era considerata poco scientifica, amata solo da “persone disordinate”. I più bonari la consideravano una stramba versione dell’astronomia, ma tutti gli altri avrebbero concordato con la visione di quel giudice che, nel 1887, condannò così un astrologo: «È assurdo suggerire che si possa credere nella capacità di predire la fortuna di un altro conoscendo l’ora, il luogo di nascita e l’aspetto delle stelle in quel momento. Oggi, un uomo sano di mente non può credere in un tale potere».

All’epoca, lo sviluppo del capitalismo americano contribuì infatti alla nascita di professionisti che, con una certa sicurezza, dicevano la loro con previsioni economiche. Soprattutto dopo la precarietà bancaria del 1907 (l’anno del “panico dei banchieri”), gli economisti iniziarono a parlare con tranquillità di fluttuazioni regolari e “cicli economici”: si creò così un divario fra la più seria previsione scientifica e le pratiche di predizione ed efferata speculazione.

Anche nell’astrologia, l’opinione si divideva fra meri occultisti ed esperti più che rispettabili. Contro Evangeline si abbatté così l’effetto del Vagrancy Act 1824, disposizione comunemente utilizzata per perseguire come colpevoli di reato coloro che, a pagamento, professavano di poter comunicare con i morti e predire fortuna, utilizzando qualsiasi mezzo (come la chiromanzia) per ingannare i più sprovveduti. Che anche lei “fingesse di predire fortuna” fu l’opinione di un detective del dipartimento di polizia di New York che visitò la Adams nel suo ufficio nella Carnegie Hall nel 1914, fingendo di chiedere una lettura. Venne così accusata: in quel momento, Evangeline decise che sarebbe diventata l’astrologa più importante d’America e che avrebbe legalizzato l’astrologia a New York.

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Assunse un importante difensore con il preciso scopo di non far chiudere il caso, ma di portarlo in aula, per raggiungere un verdetto che avrebbe cambiato il corso della sua attività.
Chissà in quale silente, fortuita posizione si disposero le stelle in cielo, il giorno in cui il magistrato John Freschi si pronunciò a favore di Evangeline scrivendo che «… non vi è alcuna pretesa che l’imputato sia vestito con abiti speciali o che ci sia un’aria di misticismo nel suo ufficio; era un semplice appartamento con mobili da biblioteca senza segni sospettosi di alcun tipo».
Adams e la sua pratica sembravano quindi seguire le norme associate alla professionalità dell’ufficio. Del resto, come scrisse Evangeline anni dopo nella sua autobiografia: «Ero entrato in quell’aula di tribunale con una pila di tomi di consultazione che arrivavano quasi al soffitto, e una raccolta di prove attendibili che arrivavano fino ai veggenti babilonesi».
Legittimò così in primis le sue conoscenze con il benestare di Freschi: ogni indovino era un trasgressore della legge… ma ogni astrologo non era per forza un indovino. «Credo ci sia una distinzione tra la persona che finge di essere in grado di leggere il futuro dicendo in modo preciso cosa accadrà, e colui che legge semplicemente un segno che indica cosa dovrebbe accadere, senza però prevedere eventi futuri» spiegò il giudice. «Il primo è un ciarlatano, un oppressore e un impostore; l’ultimo non è sicuramente un indovino come comunemente inteso».
Ma il colpo finale avvenne quando, come letto in numerosi documenti, fu lo stesso giudice a fornire giorno, ora e luogo di nascita di una persona sconosciuta. Evangeline scrisse un oroscopo perfetto di colui che si rivelò essere il figlio dello tesso Freschi, conquistando così definitivamente la sua benevolenza.

Grandi nomi per ogni costellazione

Iniziò un periodo più florido per Evangeline, che un invisibile potere l’aveva già nelle vene: discendente di John Quincy Adams (sesto Presidente degli Stati Uniti d’America nonché figlio di John Adams, a sua volta secondo Presidente), iniziò una felice collaborazione con grandi uomini come J. P. Morgan o Jacob Stout, ex-presidente della borsa di New York che già in passato le aveva scritto: “Mi farà felice vedendo ciò che le stelle hanno in serbo per me durante i mesi che seguiranno il 1908. Le sue previsioni per i mesi attuali erano singolarmente corrette”. La sua tariffa? Crebbe fino ai 10 dollari per diventare, nel 1932 (anno della sua morte) di ben 100 dollari a consulta… per l’epoca, niente male un reddito di 50mila dollari l’anno, vero?
Fu solo il risultato del suo duro lavoro: se aveva già intuito l’arrivo un conflitto per il 1914, nel 1931 predisse che gli Stati Uniti sarebbero entrati in guerra nel 1942. Il suo programma radiofonico aveva raggiunto oltre 1,3 milioni di ascoltatori e, nella sua attività, riceveva una media di 4mila lettere al giorno. Non mancò certo di pubblicare numerosi libri: l’anno della sua scomparsa, si stima avesse eseguito oltre un quarto di milione di letture a più di 100mila clienti dal suo studio al decimo piano nella Carnegie Hall.

Per consolidare la reputazione della sua astrologia, Adams supportò poi la fondazione del Astrologers Guild of America nel 1927, istituzione che avrebbe organizzato lezioni destinata a diventare simbolo d’impegno e responsabilità. Una competenza professionale destinata a supportare il prossimo traducendo il silente discorso delle stelle… proprio come professò sempre Evangeline, scomparsa a 64 anni nel 1932: “Il lavoro dell’astrologia è quello di evidenziare le insidie: il compito dell’uomo è di aggirarli. Il lavoro dell’astrologia è anche quello di lasciar emergere delle opportunità. Il lavoro dell’uomo è quello di andare verso di loro”.

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