Jackie e Lee: una vita da film

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«Siamo uguali, restiamo sempre qualche passo indietro a loro». Potrebbe sembrare un dialogo fra mogli devote d’altri tempi: ma a dirlo fu il Principe Filippo, marito della regina Elisabetta, rivolgendosi a Lee Radziwill durante la visita di John e Jackie Kennedy a Buckingham Palace. Lui, guardando la regale consorte… lei, occhi puntati su quella sorella dal fascino presidenziale il cui passo non seppe mai raggiungere.

Fra le storie di rivalità famigliari, poche toccano il glamour tormentato di Jackie e Lee Bouvier; educate al culto dell’apparenza a suon di “denaro e potere” da Janet, impeccabile madre-arpia. Del marito “Black Jack” Bouvier – padre adorato e noto sciupafemmine – Janet tollera le numerose amanti, ma non l’instabilità economica; lasciato prontamente, viene rimpiazzato da un ricchissimo broker. Da ottima arrampicatrice sociale, Janet sposa infatti Hugh D. Auchincloss, trasferendosi cone le figlie in una maestosa casa in Virginia, trascorrendo le estati nella sua tenuta. Nel frattempo, Jackie e Lee crescono belle, educate e dedite all’arte… con qualche differenza. Jackie, di quattro anni maggiore, preferita dai genitori e dalla società, sviluppa un ego tagliente; Lee scappa di casa bambina, traballante nelle scarpe rosse di sua madre. Fugge di nuovo undicenne, per recarsi questa volta in un orfanotrofio: «Ero così sola che chiesi alle suore se avrei potuto adottare qualcuno da tenere con me».

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Le sorelle a Conca dei Marini durante una vacanza amalfitana (Getty Images).
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Natale a casa Kennedy nel 1962: Jackie e John Fitzerald Kennedy con Lee Radziwill.

Primi passi nella buona società

La classica rivalità tra sorelle? Resterà tutta la vita. Alla festa di debutto di Jackie del n1947, a Newport, Lee trovò il modo di rubare la scena a Jackie presentandosi con un audace abito rosa senza spalline cosparso di strass. Intanto il primo fidanzato di Jacqueline vanta serie intenzioni e intelligenza brillante… non quanto il suo conto in banca, smascherato da indagini materne; Jackie, obbediente, lo lascia rimettendogli l’anello nel taschino. La sua determinazione la porta alla redazione del Washington Times-Herald: rifiuta un posto da receptionist, a 22 anni vuole scrivere; ci riesce, con indagini e interviste mordaci. A reggere la sua penna pungente sono mani… bucate: consapevole del proprio tenore di vita, in politica s’impegna a trovare una miniera d’oro da “conquistare”. Nel frattempo Lee è assistente di Diana Vreeland da Harper’s Bazaar, dove coltiva il suo stile innato; con occhi radiosi e alti zigomi Lee sarà sempre più bella, più dolce, meglio vestita. Ma tutti hanno occhi solo per Jackie. E così Lee a vent’anni la batte nella partita più importante, il matrimonio, sposandosi per prima nel 1953. Janet redarguisce, quel Mike Canfield potrebbe non garantirle milioni; erede di un gruppo editoriale, figlio segreto del duca di Kent (e dalla sessualità incerta) viene forzato alle nozze dalla stessa Lee. Il suo unico orgoglio resterà la presenza di Jack Bouvier al suo fianco, ripulito dalle vesti di alcolista per entrare in quelle di padre perfetto; solo sette mesi dopo infatti, Jackie la adombra sposandosi con John Kennedy, il marito ideale. Davanti a 800 invitati all’altare la porterà il patrigno, dopo aver trovato Jack in hotel, ubriaco. Morirà quattro anni dopo di cancro al fegato.

Jackie e Lee con Gianni Agnelli a Ravello, nel 1962.

Lee e il marito si trasferiscono a Londra; lì si rifugia Jackie, dopo aver dato alla luce una bimba nata morta. A quella tristezza si aggiungono gli incessanti tradimenti di Kennedy: prima di lei c’era stata Audrey Hepburn? Dopo, attrici e starlet si susseguono senza troppi sforzi per nasconderlo; a farla rientrare ci pensa il suocero, Joe Kennedy, promettendole la gloria (e un milione di dollari). Ma in Inghilterra iniziano anche le infedeltà di Lee, esasperata dalla scarsa sensualità del proprio matrimonio: per avere un bambino, riflette, indispensabile avere anche un altro marito. Sarà durante una vacanza in Scozia, ospiti nel maniero di amici, che Lee conosce il decaduto principe polacco Stanislaw “Stas” Radziwill: lui sull’orlo del divorzio, lei di un esaurimento emotivo… l’amore scoppia sotto gli occhi di tutti. A Palm Beach, nella tenuta Kennedy La Guerida è proprio Janet a dare il benservito a Mike, intuendo come il titolo di principessa, per la figlia, sia vicino. E infatti poco dopo Lee scopre di aspettare un figlio da Stas: si sposano civilmente nel 1959. L’anno dopo nascerà la seconda figlia, lasciando Lee in preda a una forte depressione post-partum; a darle il colpo finale, quel 1960, è la vittoria di John alle presidenziali con cui Jackie diventa ufficialmente First Lady: «Chi potrebbe competere con questo? Per me, adesso è tutto finito». Malgrado ciò, la accompagnerà nel corso dei suoi viaggi ufficiali in tutto il mondo.

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Grandi speranze, nuovi amori

Stas affitta per l’estate una villa sulla costiera amalfitana, il loro status di coppia glam va alle stelle; Lee conosce tutti, dagli Agnelli ai Ruspoli, e lì invita Jackie per un tour che porterà la stampa americana a titolare: «In Italia, la first lady ha ballato fino alle tre del mattino». John la richiama all’ordine, la dolce vita nuoce alla sua immagine. Ma non a quella di Lee, che diventa più mondana che mai: benché innamoratissimi, i tradimenti fra lei e Stas si susseguono. Tra i più famosi spicca Rudolf Nureyev che, seppur omosessuale, vive nella loro casa diventandone amante: Lee lo adorò, organizzando per lui feste da mille e una notte. A sconvolgere la buona società americana è però l’inizio della sua relazione con l’armatore Aristotele Onassis. Ingenuamente, quando il quarto figlio di Jackie muore dopo un solo giorno di vita, lo spinge a invitare la sorella sconsolata sulla sua isola greca, Skorpios: da quel momento Ari non ha occhi che per lei. E il resto è storia, in quell’annus horribilis in cui Jackie dopo pochi mesi visse in prima persona l’omicidio di John Kennedy.

Questa vedova (in)consolabile curò la sua depressione recuperando l’intimo rapporto già avuto con il cognato Bobby Kennedy e persino con Jack Warnecke, architetto progettista del monumento funebre dello stesso Kennedy… ma del suo imminente matrimonio con Onassis, come molti altri, Lee lo scoprì dai giornali. Con un anello di fidanzamento di 250mila dollari, un contratto che le garantiva il 13,5 percento della sua fortuna (e un milione per ciascuno dei suoi figli) fu un matrimonio di amore? Chissà. Lee intanto per dimenticare si innamora davvero (divorziando da Stas) dell’aitante fotografo Peter Beard. Vivono da artisti: affittano una casa nella tenuta di Andy Warhol a Montauk, partono in tournée con i Rolling Stones…

Ma come sempre, non dura. Le sorelle negli anni si allontanano; Lee a Parigi, Jackie accanto alla madre malata di Alzheimer a New York. Seppur con i 25 milioni ereditati da Onassis, Jackie scopre che la madre ha lasciato 750mila dollari a Lee come “indennità” per aver sempre favorito lei. Si spegne nel 1994 a New York. Prima di scomparire nel 2019, Lee continuerà a splendere: un terzo matrimonio con il regista Herb Ross, l’attività di decoratrice, e poi di ambassador e pr per Armani. Della sorella e dei Kennedy preferiva non parlare. Nel 2015 la rivista Paris Match le chiese: Lee, sai che il loro fascino attrae il mondo intero? «Lo capisco, ma abbiamo raccontato tante bugie! Non parlandone, mi proteggo».

 

Ispirato a “Jackie et Lee” di Stéphanie Des Horts (Ed. Albin Michel).
Pubblicato su iO Donna

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